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Il Brindisi acquista Montella, Alessandrì e Petrocco

Tre colpi di mercato per la società Football Brindisi 1912 che, dopo le rituali visite mediche, si appresta ad effettuare il ritiro precampionato a Norcia, in provincia di Perugia, presso l'Hotel Salicone, con partenza prevista la mattina di domenica 19 luglio.
Alessandrì è nativo di Galatina (Lecce) e, prima del Gela, ha militato sempre in Seconda Divisione nella Cisco Roma (2007-2008), per quattro stagioni consecutive, nella Vigor Lamezia (dal 2003 al 2007), ottenendo la promozione dalla serie D alla C2 nel campionato 2003-2004.
Nella stagione 2003-2004 ha militato in C2 con il Vittoria, formazione con cui ha ottenuto la promozione in C1, disputando anche il campionato successivo.
Montella è nativo di Napoli e, prima della squadra calabrese, ha giocato in Eccellenza nelle fila dell'Aprilia per due anni consecutivi (2006-2007 e 2007-2008), squadra con cui ha militato anche in serie D nella stagione 2004-2005, subentrando a gennaio.

Fonte: www.brundisium.net

Bianchini: "Mi state rovinando"

Il difensore del presunto stupratore ha poi spiegato che il suo assistito è un conoscitore della procedura penale, e per questo motivo vuole che la prova del Dna «venga accettata nel contraddittorio delle parti, per dimostrare la sua innocenza.
Proprio stamani, nel carcere di Regina Coeli, poco prima che iniziasse l'interrogatorio con il Gip e il Pm, Bianchini aveva ribadito di essere al centro di un «errore giudiziario», dicendo che questa vicenda gli stava «rovinando la vita e la carriera politica», essendo fino al giorno dell'arresto il coordinatore di un circolo del Pd della capitale.
Ma chi ha portato Bianchini in carcere, la Polizia, che ha lavorato per mesi al caso del violentatore seriale, non ha dubbi nel ribadire che il Dna prelevato e incrociato con quello delle tre vittime degli stupri ha una «compatibilità massima».
«Il Dna prelevato a Luca Bianchini è di tipo nucleare, e quindi il suo grado di compatibilità con quello dei tre casi di stupro di cui è accusato, è massimo» ha ribadito il capo della Squadra mobile di Roma, Vittorio Rizzi, ricordando inoltre che Bianchini «non ha opposto alcuna resistenza per il prelievo effettuato dalle gengive e si è anzi offerto volontariamente».

Fonte: www.lastampa.it